Medici e solarium: la guerra dell’informazione
Scritto il July 19, 2010 da Filippo Postiglioni
In Marketing e business. Nessun commento
Alcuni medici e dermatologi sono informati spesso e volentieri meno dei pazienti, tanto che è meglio diffidare dal basarsi completamente su alcune affermazioni. Oggi possiamo ottenere tutte le informazioni necessarie in mille modi, e se non si diventa avidi di cultura si rischia di plasmare la propria vita sull’ignoranza e sull’omertà.
Ad esempio, parlano di “solarium killer” e negli ambulatori sono distribuiti deplaint con scritto di non andare al mare dalle 11 alle 16, di stare sotto l’ombrellone con crema spalmata su tutto il corpo, cappellino, occhiali da sole, maglietta e pantaloncini. Praticamente è sconsigliato esporsi ai raggi UV. Consigliano di utilizzare tutti i giorni dell’anno nel viso creme con protezione 50.
Poi gli stessi consigliano l’esposizione al sole affermando che è addirittura un “anticancro” che riduce i rischi di tumore per colon, mammella e prostata, ed è ottimo per la crescita dei bambini.
Dov’è la coerenza in tutto questo?
Se le lampade dei centri professionali e qualificati (non quelli che hanno gli stessi neon da 20 anni) riproducono la luce del sole, perché non hanno gli stessi benefici del sole?
Perché gli stessi medici “prescrivono” come cure per alcune patologie l’uso di lampade?
Perchè le lampade sono classificate nella stessa categoria di pericolosità della birra, vino e pesce sotto sale ma su questi ultimi non viene lanciato nessun bombardamento mediatico negativo?
Esiste il melanoma, ma anche la cirrosi epatica. Ogni cosa va fatta con moderazione e in luoghi specializzati e di qualità. Che si tratti di bere vino o farsi una lmapada.
Il 30 Luglio 2009 la European Sunlight Association ha condannato l’OMC, la quale aveva dichiarato che le lampade sono cancerogene quanto l’arsenico. Lo studio condotto ha portato a informazioni false e diffamatorie, perchè i test sono stati eseguiti su macchine obsolete non in uso dal 1992 e su paesi scandinavi dove i solarium sono a gettoni e senza personale.
Ovvio che tutto va fatto con moderazione, e arrivare a criminalizzare i solarium definendoli cancerogeni pare una mera strumentalizzazione montata da multinazionali che non vendono più prodotti autoabbronzanti (dannosi quanto tinte per capelli, smalto per unghie, e qualsiasi altra crema a basso costo senza principi attivi).
Le località turistiche pensano che il calo del turismo è dovuto oltre che alla crisi anche ai centri di abbronzatura e benessere. Se invece si riflettesse anche sui disservizi, le strutture fatiscenti e prezzi al rialzo che propongono?
Se ci fosse l’informazione esatta che i melanomi sono aumentati per l’esposizione al sole e non per i centri di abbronzatura la gente non andrebbe più al mare con una conseguente crisi del turismo (una delle poche fonti di reddito dell’economia italiana rimaste in attivo).
Allora preveniamo, controlliamo e soprattutto informiamo con serietà per vivere al massimo la vita senza paure inutili, nè del sole nè dei solarium.
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