Case history di un’azienda “etica” – Parte 2

Scritto il September 1, 2009 da Filippo Postiglioni
In Marketing e business. Nessun commento

Tratto da una storia vera, iniziata qui.

Avevamo preannunciando colpi di scena e sorprese!
Dopo aver letto questa seconda parte potreste aiutarmi a dar risposta alla domanda che ancora mi assilla: mi è scaduto il contratto o sono stato licenziato?

Siete pronti per la prima rivelazione incredibile?

Sono stato responsabile marketing con contratto part-time.
Per un anno.
Com’è possibile che un ruolo di responsabilità -lo dice la qualifica- possa esser ricoperto a orario ridotto, mentre i tuoi sottoposti lavorano a tempo pieno?

Ma tralasciamo queste “inezie” e proseguiamo il racconto verso il suo inaspettato finale:

Primi giorni di novembre

Il mio fantastico contratto di responsabile marketing part-time stava per scadere, perciò il presidente mi disse:

Per tua tranquillità ti confermo che non ho cercato nessuno per sostituirti. Ti confermerò fino a fine luglio alle stesse condizioni del precedente contratto, che potremmo rinnovare a Settembre. Valuta bene prima di accettare altre proposte.

Da persona seria e convinta che una parola vale più di un contratto, gli risposi:

Bene, la ringrazio per la fiducia e per l’opportunità che mi offre.

Anche se, dopo l’evidente mole di lavoro svolta dall’ufficio marketing sotto la mia responsabilità, mi aspettavo una promozione!
Presa coscienza dei fatti, l’unica perplessità che manifestai fu sulla scadenza del contratto proprio a luglio… così non avrebbe dovuto pagarmi le ferie!

Giovedì 27 novembre

La scadenza del contratto si avvicinava. Non ricevendo informazioni dal presidente -l’anno precedente mi rinnovò il contratto il 30 dicembre – gli feci una domanda esplicita al termine di una delle nostre tante riunioni:

Ingegnere, che intenzioni ha l’azienda per il rinnovo del mio contratto?

Il presidente mi rispose:

Come ti avevo già anticipato, ti rinnoverò il contratto fino a fine luglio. Fammi sapere.

Colsi l’attimo e gli dissi subito:

Certo, per me va bene. Le confermerò il rinnovo contrattuale anche via e-mail.”

Martedì 9 dicembre

Non avendo più avuto modo di parlare direttamente col presidente a causa dei suoi impegni fuori sede, comunicai ufficialmente via e-mail che accettavo con gioia il rinnovo del contratto, anche se la situazione in azienda non era così rosea.

Le mie condizioni di lavoro non erano coerenti con il ruolo che ricoprivo e con tutte le responsabilità affidatemi. Vivevo perciò una profonda delusione perchè mi rendevo conto ogni giorno della sfiducia da parte dell’azienda; nonostante gli indiscutibili traguardi raggiunti dal “mio” ufficio marketing.

Dopo le parole rassicuranti del presidente, decisi di fidarmi della sua integrità morale ricordando una delle sue frasi d’esordio: “noi non abbiamo mai licenziato nessuno.”
Sapevo di avere almeno sette mesi dopo il rinnovo, da gennaio a fine luglio, per sperare nell’agognato avanzamento all’interno dell’azienda o trovare un altro posto di lavoro.

Ricevetti in anticipo un fantastico regalo di Natale.

abbiate-sempre-il-coraggio-di-dire-quelo-che-pensate

Mercoledì 17 dicembre

Appena sei giorni dopo la mia conferma scritta, il presidente mi comunicò via e-mail -non di persona- che si interrompeva il rapporto di lavoro il 31 dicembre come da contratto in essere.
Prevedeva un mio ipotetico coinvolgimento per soli 2/3 mesi a partire da febbraio/marzo, e a seguire una collaborazione saltuaria con P.IVA (nulla di tutto ciò è mai avvenuto).

Il mondo mi crollò addosso!
Il presidente mi scelse appena uscito da un master finanziato dai LIONS CLUB , una delle associazioni più importanti del mondo, in quanto manager emergente e qualificato.
Dopo tutte le rassicurazioni precedenti sul rinnovo del mio contratto, mi mandava via da un giorno all’altro come l’ultimo dei facchini, senza nemmeno includere gli auguri di Natale nell’e-mail di licenziamento!

Riflessioni

La sua giustificazione di questo repentino cambio di rotta nei miei confronti fu… si, proprio quella più inflazionata! La crisi!

Una giustificazione che in questo caso non regge, perchè un imprenditore conosce -potremmo dire che deve conoscere- l’andamento della sua azienda a medio e lungo termine; non soltanto degli ultimi 15 giorni dell’anno quando si computa il bilancio!

  • È impossibile definire etica una persona che, dopo aver rassicurato un dipendente con frasi come “non ho cercato nessuno per sostituirti” e “valuta bene prima di accettare altre proposte”; lo lascia in mezzo a una strada da un giorno all’altro poco prima di Natale.
    E se avessi avuto una famiglia?
  • È impossibile definire etico chi dice “noi non abbiamo mai lcenziato nessuno”. Davvero non licenzia nessuno… ma non rinnova i contratti o spinge i dipendenti a cercare migliori condizioni di lavoro!
  • È impossibile definire etico chi si firma di volta in volta come “presidente-amministratore delegato-direttore marketing-direttore commerciale” preso da forti crisi di identità; ma non ha la “faccia” di comunicare di persona a un dipendente la notizia di un dietro-front sul rinnovo del contratto.
  • È impossibile definire etico chi si autocelebra come l’imprenditore buono e poi si smentisce con le proprie azioni, dimostrando che non ci si può fidare di quel che dice -per quante volte lo ripeta e lo confermi.

Ma non finisce qui!
Nel prossimo post potrete leggere le affermazioni del presidente stesso, non perdetevi la terza parte!

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