Designer: la grande bugia
Scritto il January 28, 2009 da Francesca Urbinati
In Tecnologia e creatività. 1 Commento
La parola designer è spesso abusata, soprattutto in Italia dove viene solitamente abbinata al “grafico” e più in generale a chiunque abbia a che fare con software di grafica.
Invece, la parola designer ha un significato molto più importante e profondo: Progettista
Un designer è dunque colui che progetta, struttura e analizza un’idea per trasformarla in realtà.
Questo significa che i designer sono necessari in ogni settore, dalla meccanica all’elettronica, dalla scrittura alla grafica, dalla gestione d’impresa all’urbanistica…
Come esprime Kirk Nelson su Just Creative Design, spesso il designer viene confuso con i software e gli strumenti che usa. Di conseguenza, dilagano due correnti di pensiero che non hanno nessuna attinenza con la realtà:
- Basta comprare o imparare un software professionale per considerarsi un designer.
- Il designer si limita a usare i software di settore, quindi viene pagato solo per i click che fa e non per il progetto in sè.
Il designer non è un software
Un designer che si rispetti si può riconoscere da molti fattori, a prescindere dal suo settore lavorativo e quindi dagli strumenti che usa.
Un vero designer è colui che:
- Progetta risultati funzionali: non si limitano a esistere o a “fare da pezza”, ma coprono al meglio le esigenze iniziali.
- Vive del suo lavoro, ovvero progettare. Il fatto che sappia usare in prima persona gli strumenti non è che la cigliegina sulla torta delle sue competenze.
- Si è applicato con serietà e impegno per almeno 5-7 anni, frequentando una scuola specifica o “scottandosi” sul campo.
- Sa fare previsioni, che poi si rivelano esatte, sulla fattibilità di una richiesta: prerequisiti, tempi di realizzazione, risorse mancanti, possibili imprevisti, validità del risultato.
- Lavora davvero per obiettivi e, anzi, se costretto a lavorare diversamente tenta di evitare o abbandonare il progetto.
Cosa c’entrano gli strumenti e i software in tutto questo? Assolutamente nulla!
Un vero designer può strutturare un progetto con carta e matita, Photoshop, AutoCAD, pagine web o qualsiasi altro strumento ritenga adatto.
Allora qual’è il lavoro del designer?
Derek Powazek ci illumina fin dalle prime righe del suo post:
Being a designer is all about embracing the word “no.” When we sit down with a blank slate and a job to do, we have to say “no” over and over again. Choosing a primary audience means saying “no” to all the others. Picking a task to enable means saying “no” to all the other possible tasks (or, at the very least, deprioritizing them). Selecting a font, a color, a photo… almost every decision we make is about selecting the best option and saying “no” to the rest.
Essere un designer sta tutto nell’abbracciare la parola “no”. Quando ci sediamo davanti a un foglio bianco con un lavoro da fare, dobbiamo dire un “no” dopo l’altro. Scegliere il target principale significa dire “no” a tutti gli altri. Scegliere un’attività significa dire “no” a tutte le altre attività possibili (o al limite prioritizzarle). Scegliere un font, un colore, una foto… quasi ogni decisione prendiamo riguarda lo scegliere la migliore opzione e scartare il resto.
Il lavoro del designer è prendersi carico di un’esigenza e, forte delle sue competenze specifiche nel progettare, scegliere la soluzione più adatta e funzionale alle esigenze iniziali.
Rivolgersi a un designer per dirgli cosa e come farlo, seguendolo passo passo, è una perdita di tempo per entrambi.
Il modo migliore per sfruttare un designer, in qualsiasi campo, è dargli un problema da risolvere e un budget di risorse che può utilizzare, e lasciare che sia il designer stesso a comporre la soluzione per voi. Questo vi permetterà anche di toccare con mano la validità della persona che si professa designer: non ci si può improvvisare progettisti, o lo si è o non lo si è.
Viceversa, dire a un designer dove mettere un logo, quali colori usare o ricordargli continuamente cosa vi piace o non vi piace, è perfettamente inutile: vi trovereste a fare in due il lavoro che dovrebbe svolgere lui, appesantendolo con pareri personali che allontanano dalla soluzione adatta e funzionale che il designer vi proporrebbe se fosse libero di lavorare senza condizionamenti.
Quindi, nel momento in cui vi rivolgere a un designer, ricordatevi che egli non è un pigia-bottoni, ma un esperto in grado di studiare ed eventualmente mettere in pratica la soluzione più opportuna per coprire ampiamente il vostro problema e togliervi la spina dalla zampa.
Potrebbero interessarti anche
Comments (1)
![[del.icio.us]](http://blog.kobracrea.com/wp-content/plugins/bookmarkify/delicious.png)
![[Facebook]](http://blog.kobracrea.com/wp-content/plugins/bookmarkify/facebook.png)
![[Google]](http://blog.kobracrea.com/wp-content/plugins/bookmarkify/google.png)
![[LinkedIn]](http://blog.kobracrea.com/wp-content/plugins/bookmarkify/linkedin.png)
![[Twitter]](http://blog.kobracrea.com/wp-content/plugins/bookmarkify/twitter.png)
![[Windows Live]](http://blog.kobracrea.com/wp-content/plugins/bookmarkify/windowslive.png)
![[Yahoo!]](http://blog.kobracrea.com/wp-content/plugins/bookmarkify/yahoo.png)



[...] e business. Nessun commento Share Francesca Urbinati ne ha già parlato a proposito dei designer, laddove in Italia troppo spesso vengono confuse le varie [...]